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La voce

del tassobio

Curiosità e cose uniche: la Pietra Nera

3 – Curiosità e cose “uniche”

La Pietra Nera

Lungo l'antico sentiero che da Pietranera raggiunge il Tassobio si rasenta un grosso macigno di colorazione oscura, di forma vagamente arrotondata e di una presenza inquietante. È il sasso che ha dato il nome alla borgata (la Pietra Nera) e che la gente di qui chiama ancora il Sasso della prigione, magari con giustificazioni difficili da decifrare. Al momento infatti nulla lascia intendere che quassù vi fosse un carcere, o che all'interno del macigno esistessero i tanto temuti pozzi rasoi. Non ci sono più tracce di costruzioni. Una pubblicazione recente (1) ha però dato ragione alle voci del popolo confermando la presenza di un fortilizio sulla sommità del sasso, il Castrum Prædæ [Fortezza della Pietra], eretto a metà del XIIIº secolo da un ramo dei Della Palude e dismesso nel 1594, quando il territorio del feudo fu ceduto ai Conti Pepoli. Il materiale edilizio fu poi utilizzato per le costruzioni del borgo di Pietranera. (1) DA CASTRUM PRÆDÆ A VEDRIANO - Passeggiate tra colli e borghi di Elisabetta Benassi e don Efrem Giovanelli - Strenna del Pio Istituto Artigianelli - 30 Giugno 2006.

Il Sasso di Pietranera

 

Il sasso di Pietranera come lo si vede da Castellaro. [Arch. R. S.]

Nella memoria della gente sopravvive l'idea di un luogo sinistro, legato alle gesta brigantesche dei Palude e alle leggende che circondano ogni castello, comprese le tetre prigioni.

Sempre nell'immaginario popolare vi è chi ha ritenuto il macigno un meteorite qui precipitato, suggestionato dalla natura del sasso, completamente diversa dal resto del territorio, e dall'aspetto di un blocco incandescente, raffreddatosi sul posto. In realtà si tratta di un grumo vulcanico di natura basaltica qui affiorato. Il termine scientifico di tali concrezioni è Rocce Ofiolitiche. Sono rocce basiche, tipiche dell'Appennino settentrionale e di giacimenti cupriferi (rame) della Toscana. Il nome deriva dalla composizione di due termini greci: Ofis = serpente e Lythos = pietra, ed indica “gabbri associati a serpentino e diabasi”.

Come mai si trova qui, isolato? "...la loro attuale collocazione geografica è dovuta a complessi eventi geologici che hanno dislocato questi blocchi spostandoli notevolmente dalla originaria zona di effusione, probabilmente identificabile nell'area dell'attuale golfo ligure". (G. Cervi e M. Iotti: PERCORSI CANOSSIANI - Vol. IIº, 1999, pag. 25). Frammenti di rocce analoghe li troviamo a Borzano di Canossa, nella pineta di rimpetto a Gombio, e altrove, specialmente a Rossena-Campotrera.

Il Borgo di PIETRANERA, come detto, deve il proprio nome al macigno presente a sud-est dell’abitato. È un borgo sorto come entità rurale alla dipendenza del Castrum. Il punto di maggiore interesse è Casa Paoli. In antico, dal XIV° secolo fino al XVII°, il complesso era un convento. È passato poi a privati, tra cui la famiglia Paoli che aveva grandi possedimenti in loco, compreso un mulino. Attualmente la struttura è stata recuperata ed è sede di eventi culturali.

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