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del tassobio

Curiosità e cose uniche: le pietre magiche

4 – Curiosità in Val Tassobio

Le pietre magiche

A Borzano di Canossa le chiamano Pietre Magiche. - "Nel mezzo di un campo affiora dai coltivi un grande masso di roccia nera, di origine vulcanica, la cui superficie è letteralmente ricoperta da un grande numero di cavità, assimilabili a coppelle, ... Tuttavia il tema dei massi coppellati ricorre frequentemente nell'archeologia della montagna, proprio in quei luoghi in cui esistono affioramenti rocciosi collocati in posizione di alta panoramicità". (Cervi - Iotti, op. cit. pag. 61).

L'appellativo di Pietre magiche va collegato alla possibilità che esse servissero per riti religiosi dei popoli primitivi (Liguri o Celti). Pare infatti che le coppelle venissero riempite di oli, grassi o resine e poi accese durante la notte di certe ricorrenze particolari. Tali testimonianze sono presenti in moltissimi luoghi ove vivevano i celti, lungo tutto l’arco alpino, in Garfagnana e in Emilia-Romagna.

Nell’estate 2016 il CAI di Reggio ha scoperto una grossa pietra, con scanalature e coppelle, poco sopra Legoreccio, sul Monte Lulseto. Il sito è ancora oggetto di studio da parte degli esperti della Università di Bologna, ma sembra si tratti di ciò che resta di un centro di culto preistorico.

Monte Lulseto 1

 

Il grosso macigno di Lulseto, presso Legoreccio-Crovara,

scoperto nel 2016. [Foto G. Cervi]

Sapendo che i celti mettevano in relazione tra di loro i santuari in base a dati astronomici e fasi lunari, sarebbe interessante vedere se il masso di Borzano e quello di Lulseto sono “a vista” tra di loro, e quasi sicuramente con altri punti dei quali non è ancora stato scoperto la collocazione.

Il risultato degli esami fotografici con le tecnologie moderne. Il macigno è stato

virtualmente liberato da tutti gli apporti del tempo.

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