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Biografia

savino

SALVE, AMICI.
Mi chiamo Savino Rabotti e sono nato il 13 Marzo 1935 a Castellaro di Vetto (RE).
A mia insaputa mi è stato dato il nome di Savino per accontentare uno zio che spasimava per una Savina che non ho mai conosciuto.
Tra il '41 e il '47 ho frequentato le elementari in tre sedi diverse, senza tralasciare il compito che il nonno mi aveva affidato: pascolare le pecore.
Poi, su consiglio del parroco, sono entrato in un istituto religioso per frequentare le medie, il ginnasio, il liceo e la filosofia propedeutica (allora si chiamava così).
Terminati gli studi ho collaborato con lo stesso istituto, dapprima come vicedirettore del collegio S. Filippo di Montefano (Macerata), poi come direttore e insegnante di lettere. Nel 1969 ho conosciuto Maria, e ci siamo sposati.
Nel 1970 e nel 1973 sono arrivati i figli Doriano e Roberto. Nel '70 ci siamo trasferiti per esigenze di lavoro prima in provincia di Parma, poi a San Polo d'Enza (RE), dove ho lavorato nel settore industriale. Nel '72 sono stato assunto all'OPO (Opera Pia Orfanotrofi) di Reggio come "capofamiglia" di un nucleo di ragazzi, ma esigenze politico-amministrative hanno fatto ridurre il personale e sono ritornato nell'industria, questa volta a Sassuolo. E qui mi trovo ancora, raggiunto il traguardo della pensione.

Le radici della famiglia
Il dialetto della Valle del Tassobio lo sento mio in modo particolare, visto che la mia famiglia è presente nel territorio da oltre sette secoli, e fino a mio padre ha parlato soltanto in dialetto. Questa è la discendenza che siamo riusciti a ricostruire cercando documenti storici nei diversi archivi:

    • Rabòt o Rabòto presente a Crovara sul finire del 1300.
      Tra i figli si ricorda Zannino, sposato, senza figli, morto nel 1448).
      Da qui mancano i documenti fino a
    • Rabotti Gerolamo ancora vivo nel 1612
    • Rabotti Domenico (fine del 1500)
    • Rabotti Giovanni Prospero (?-1706)
    • Rabotti Francesco (1666-?)
    • Rabotti Domenico (1711-1791)
    • Rabotti Michele (1751-1813)
    • Rabotti Francesco (1775-1842)
    • Rabotti Michele (1817-1903)
    • Rabotti Giuseppe (?-1917)
    • Rabotti Lepido (1887-1958)
    • Rabotti Luigi Prospero (1914-1980)
    • Rabotti Savino (13 Marzo 1935)
      Figli e nipoti:
      • Rabotti Doriano (18 Novembre 1970)
        • Rabotti Davide (9 Luglio 2007)
      • Rabotti Roberto (20 Maggio 1973)
        • Rabotti Fabio (7 Maggio 1996)
        • Rabotti Layla (11 Ottobre 2009)

           

INTERESSI CULTURALI

Oltre alla poesia, in italiano e in dialetto, mi interesso a tutto ciò che riguarda i luoghi dove sono nato, sia la loro storia che la loro cultura. Per questo raccolgo ogni testo che riguardi la civiltà contadina (proverbi, strofette per giochi, satire, preghiere, filastrocche, canti). Finché le forze fisiche ce lo hanno permesso abbiamo organizzato a Castellaro una rassegna di poesia dialettale che abbiamo portato avanti per tredici edizioni.
Dal 2009 al 2013 il concorso-rassegna è proseguito prima al Tempietto del Petrarca poi a Selvapiana di Canossa.

Castellaro abbiamo anche organizzato tre mostre di pittura, una estemporanea riservata ai ragazzi, tre mostre di fotografia, una di santini, e, per 13 anni, abbiamo ripreso la tradizione delle croci con ulivo benedetto da collocare nei campi. Nel 2006, grazie all'interessamento di un compaesano emigrato a Brunico, Vincenzo Costetti, abbiamo ricollocato un crocifisso alla Costa del Bocco, sulla vecchia strada per Gombio, dove già dal 1700 era posizionata una grande croce quale punto di arrivo delle Rogazioni.

Nel 2005 e nel 2007 abbiamo organizzato la Caccia al tesoro presso Villa Baroni di Vedriano.

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