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La voce

del tassobio

Leggende II

Brìch d'ariöl

Ogni paese ha la sua macchietta. Lo chiamavano Brìch non so se per la sua cocciutaggine o per altri motivi. Era di Ariolo, vicino a Pianzo, e di mestiere faceva il boscaiolo. Per lavorare meglio si era anche comperato un manarino nuovo (segröl). Ma un brutto giorno lo smarrì e a nulla valsero le ricerche. Non sapendo più cosa fare si recò dal parroco chiedendogli di fare un appello durante la predica domenicale. Ma anche il parroco era un tipo sui generis, ironico e forse anche burlone, che conosceva bene le sue “pecorelle”. La domenica seguente lanciò l'appello, ma in questa forma:

"Brìch d'Ariöl

l'ha pêrs al segröl.

Chi al le càta l'é so'"!

Brìch era presente alla predica, ma nascosto in un angolo buio perché indossava abiti da lavoro e si vergognava. Interpretò quel "so'" come riferito a chi lo avesse trovato e non a chi lo aveva smarrito, per cui si affretto a correggere: “L'é mio, brîša so' (È mio, non suo).

Liseo e la lepre

A settembre del '45, alla riapertura della caccia, di selvaggina ve ne era in sovrannumero. Molti si improvvisavano cacciatori. La licenza non preoccupava. Qualsiasi oggetto che assomigliasse ad un fucile andava bene. Perfino i vecchi moschetti "48" furono utilizzati, sostituendo alla pallottola dei grani di piombo bloccati con la stoppa, come per i fucili a bacchetta. E chi non disponeva dello "sputafuoco" si aggregava alla comitiva per prendere parte all'avventura.

Eliseo non era con loro. Si trovava nel Prato della fossa, vicino a Donadiolla, a zappare i "gaiöl" sfuggiti all'aratura perché vicini agli alberi o presso la cavedagna.

                                                                          

Ad un certo punto s'accorse che una lepre si era allontanando dalla zona dei cacciatori eludendo i cani e stava venendo dritta verso di lui. Inutile pensare di colpirla con la zappa o altro. Restò immobile fino a quando fu a tiro, poi le si gettò sopra con tutto il peso, sperando di immobilizzarla. E già pregustava come prendere in giro i cacciatori. Ma la lepre non era dello stesso parere. Cominciò a tirare unghiate in tutte le direzioni, fin quasi a spogliare Eliseo e a costringerlo a mollare la presa.

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