| |

La voce

del tassobio

Filastrocche I

Le filastrocche hanno uno scopo prettamente didattico: inculcare nel piccolo la voglia di imparare; facilitare l’apprendimento mediante formule facili, con rime, musicalità, concetti semplici; dare loro la certezza che quelle norme, descritte in modo ludico, sono basilari per il comportamento; servirsi delle filastrocche per controllare se la mente del piccolo è aperta, normale, o presenta qualche carenza.

Leggi tutto

Stampa Email

Superstizioni II

Per scongiurare la grandine

L’uomo si sente debole e indifeso di fronte ai fenomeni naturali. Per questo demanda ad altri esseri il compito di placare le divinità adirate e di mantenerle propizie. La cosa diventa, naturalmente, devozione (de-voveo = faccio voto), che può essere vista come dedizione o come paura. Tutto l’ambiente circostante è abitato da innumerevoli entità che sfuggono al controllo umano, perciò conviene tenersele buone, non irritarle oppure evitarle. Ecco alcune soluzioni per difendersi dalla grandine:

Leggi tutto

Stampa Email

Superstizioni I

Cosa si intende per Superstizione

Ufficialmente è: “Attribuzione a cause soprannaturali di fenomeni spiegabili razionalmente”.  E aggiunge: “Credenza basata su ignoranza e suggestione”. Cicerone considerava superstizione l’atteggiamento di chi “importuna continuamente gli dei con voti e sacrifici per mantenere sani e salvi i propri figli”. E le definiva superstitiones aniles = superstizioni da vecchiette. In conclusione possiamo accettare la definizione di una paura verso eventi che superano il percorso naturale, ma che si possono spiegare razionalmente.

Leggi tutto

Stampa Email

Le rogazioni

Verso la fine di maggio o nei primi giorni di giugno si svolgeva la processione delle Rogazioni. Se l’annata si presentava arida, o troppo piovosa ci si premurava di chiedere l’aiuto divino. Ma questo gesto valeva anche per scongiurare temporali e grandinate o, peggio ancora, gli incendi, le pestilenze e la guerra. “A fùlgure et tempestàte; A flagello terræmòtus; A peste, fame, et bello” cantava il sacerdote, e la gente rispondeva: “libera nos, Domine. Come dire: pensaci Tu perché noi siamo impotenti di fronte a queste disgrazie.

Leggi tutto

Stampa Email

Altri articoli...

L'ütme Tweet

Doriano Rabotti

RT @ArsenaleKappa: Salute, l’Onu dichiara guerra al parmigiano: "Dannoso come il fumo". Nel mirino finiscono anche olio, prosciutto e pizza…

by Doriano Rabotti

Doriano Rabotti

RT @lorenzodallari: Sabato 21 alle 17 presentazione del libro “La leggenda azzurra“ al Fantini Club di Cervia con il presidente federale Ca…

by Doriano Rabotti

Console Debug Joomla!

Sessione

Informazioni profilo

Utilizzo memoria

Query Database